Cos’è la biopsia dell’endometrio

Il tessuto che riveste la parete interna dell’utero si chiama endometrio e può evidenziare mutamenti cellulari in risposta alle variazioni dei livelli ormonali nonché la presenza di tessuto anomalo. Prelevare un piccolo campione di tessuto endometriale (con una procedura chiamata biopsia) può aiutare a diagnosticare alcune malattie oppure ad individuare delle infezioni uterine.

Una biopsia dell’endometrio è una procedura rapida, che in genere non dura più di 10 minuti. Può essere eseguita nell’ambulatorio del medico senza la somministrazione di un’anestesia.

Tra i motivi più frequenti di una biopsia dell’endometrio troviamo:

  • sanguinamento uterino anormale;
  • sanguinamento dopo la menopausa;
  • screening del cancro dell’endometrio dopo l’individuazione di cellule anomale;
  • valutazione della fertilità;
  • verifica della risposta alla terapia ormonale;
  • risultato alterato di un Pap test.

Questo tipo di procedura non richiede una grande preparazione. Per ridurre al minimo il fastidio, il medico può suggerire alla paziente di assumere l’Ibuprofene o un altro farmaco antinfiammatorio non steroideo una o due ore prima della procedura.

Prima della biopsia dell’endometrio è necessario inoltre indicare al medico quali sono i farmaci assunti o le eventuali allergie, ad esempio al lattice o allo iodio. Il medico chiederà quindi alla paziente se soffre di disturbi della coagulazione del sangue, in quanto prima di una biopsia dell’endometrio può essere necessario sospendere i farmaci anticoagulanti.

Il medico potrà infine richiedere alla paziente di tenere nota dei cicli mestruali poiché è possibile che il test debba essere eseguito in un momento specifico del ciclo.

Nel caso in cui il medico prescriva un blando sedativo, la paziente non dovrà guidare per recarsi alla struttura in cui sarà effettuata la biopsia né per tornare a casa. Viceversa, qualora non le siano prescritti sedativi, la paziente potrà guidare tranquillamente.

Dopo essere stata introdotta nell’ambulatorio, la paziente dovrà spogliarsi dalla vita in giù. Le sarà indicato di sdraiarsi su un lettino appoggiando i piedi su appositi supporti in modo che il medico possa esaminare la zona pelvica prima della biopsia.

Dopo aver pulito la vagina e la cervice, è possibile che il medico inserisca nella cervice uno strumento simile a un forcipe, per mantenerla stabile durante la procedura. Questo potrà provocare un lieve fastidio o una sensazione di pressione. Attraverso l’apertura della cervice introdurrà poi un tubicino sterile sottile e flessibile chiamato pipelle, che sarà fatto avanzare alcuni centimetri all’interno dell’utero.

Il medico tirerà quindi un filo sottile dal centro della pipelle per creare un risucchio e successivamente muoverà la pipelle indietro e in avanti per prelevare un campione di tessuto dell’endometrio che riveste l’utero. La procedura ha una durata di circa 10 minuti.

Il campione sarà poi posto all’interno di un liquido per l’esame di laboratorio, i cui risultati saranno disponibili dopo circa 7-10 giorni dalla biopsia.